Il pensiero dei sensi

Cosa vedo?

Vedo l’attesa… con la sua spasmodica e tormentata impazienza.

Vedo questa attesa affamata di insicurezze… pronta a sbranarle come una belva imprigionata tra le fragili pareti del cervello… imponendo la quarantena anche all’anima.

Vedo l’attesa della buona notizia… e nell’attesa l’ansia che qualcosa possa accadere. Vedo l’attesa di riprendere il posto di comando… nello stesso mondo fino a ieri violentato e fatto a pezzi.

Vedo ognuno sul suo pezzo… come schiavo a fare i conti… sommando all’isolamento la paura. La paura di perdere tutto… di ammalarsi… di soffrire… di impazzire… di morire.

Come se tutto gli fosse dovuto: la vita… la cura e la guarigione.

Siamo essere mortali… gli dei ci invidiano perché ogni attimo per noi ha un valore immenso… anche quando il tempo è precario e sfuggente. Non ha senso attendere inermi che questo tempo passi… il senso è viverlo perché ha senso vivere.

Questo male invisibile sarà sconfitto… ma non sarà cancellata la morte. Anche nuda e spogliata della sua dignità… è la morte ad attendere… al confine che separa il ritmo del tempo dallo spazio universale. E finché sarà la morte ad attendere siamo esonerati dal farlo.

Che cosa penso?

Penso che qualcosa di tragico e di magnifico stia accadendo. Sarà una battaglia. Due forze si contrastano. L’anima del mondo contro il suo potere occulto che la rende schiava di logiche perverse… massificando l’individuo e riducendolo a un essere obbediente… ad un sosia… uno uguale all’altro… senza più distinzioni di pensiero… di razza e di sesso.

Un progetto disumano contro il quale le forze della natura stanno già combattendo. Il cammino sarà lungo. Come esseri dotati anche di spirito stiamo appena risvegliando cellule sensoriali sconosciute e sommerse… utili per comprendere e interpretare questa evoluzione e metterci in cammino verso la trasformazione. Entità invisibili ci fanno dono di nuovi saperi… schiudono scrigni ancestrali per armare di nuove virtù l’intelletto… evocano i padri per nutrirci della loro saggezza.

Che cosa sento?

Sento i rumori di anime che si interrogano… che emergono e scavano alla ricerca di un sapere antico… sepolto nell’humus umano.

Sento questo risveglio… questo fiorire quieto della coscienza… che si contrappone alla putrida interiorità priva di connessioni con l’universo spirituale. Questa nuova mistica aderenza lievita e si moltiplica nel nostro spazio temporale… contaminando tutte quelle parti ammalorate della nostra mente che ci impediscono di riconoscere noi stessi… la nostra forza… il nostro potere… e il senso della nostra esistenza.

È una potatura divenuta necessaria… un brutale invito a rimuovere tutti quegli inutili fardelli che non ci consentono di viaggiare leggeri per compiere fino in fondo la nostra missione.

È un mutamento sensibile e lento… lento come un preliminare erotico che si prolunga per riscaldare e preparare i muscoli all’accoppiamento.

Sento elevare silenziosamente questa esigenza di trasformazione. Con urgenza si fa spazio… saltando gli ostacoli della materia in cerca dello spirito.

La notte attende il giorno… come la morte attende la vita… affinché il buio incontri la luce. Loro si appartengono. L’anima li unisce e detiene il potere per governare su di loro.

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