Raccontami una bugia

E adesso… che sono solo… ti resto accanto anche se non mi vedi… e cerco di capire di noi… di interpretare questo tempo… il tempo che ti prendi per pensare… per trovarti… per curarti… mentre il tempo se la ride… passa e se ne frega… di me… di te… di noi che lasciamo molliche di voglie e desideri dappertutto… sul pavimento… sulle pareti… sulle labbra bagnate… mentre le mordiamo in cerca di saliva.

Il mondo non saprà mai con quanta follia… con quanta innocenza viviamo questo tempo.

Siamo corpi che si attraggono e si respingono… siamo anime insaziabili che si sfiorano e si possiedono… che si incontrano nel buio e insieme si fanno luce.

Sì… accade tutto in questo tempo… troppo breve se ci scappa da ridere… troppo lungo sé ti devo aspettare.

È inutile cercarmi altrove… in un altro tempo. Se ti volti indietro non mi vedi… se guardi avanti… non mi vedi… perché anche in questo tempo così vuoto… pieno di silenzi e di stravagante follia… io ti resto accanto.

Sì… sono qui accanto a te… per non perderti di vista… neanche quando ti allontani… resto al tuo fianco… per non oscurare la tua luce… per non coprire e non ostacolare la tua strada.

Resto qui… accanto a te… senza spingere… senza tirare… senza rallentare.

Mi troverai sempre quando cerchi un appoggio… quando ti capiterà di perdere l’equilibrio.

Tu lo sai… ed è inutile fingere di non saperlo… anche quando la realtà mi porge il conto… pur di stare al tuo fianco… mi strapperei le ali per restare con te… perché tu sei qualcosa di diverso… un soffio di aria fresca… una tempesta che travolge tutto… un colore nuovo… una creatura strana… che sa apprezzare uno schiaffo più di un bacio in pieno viso… che lo sa capire… trasformare… e lo sa anche amare.

Ecco perché malgrado i divieti che mi sono imposto… e che mi imponi… ti amo come amo il vento… quando inafferrabile mi travolge.

Come le nuvole… ti amo. Amo quel tuo lento e continuo movimento… quelle soffici sfumature… bianche e grigie… talvolta trasparenti… che mutano come il tuo umore. Ti amo come l’azzurro del cielo e come il cielo azzurro… che trapana lo sguardo e seduce… senza sfiorarlo… senza mai raggiungerlo.

Ti amo così… alla distanza che tu hai tracciato… al confine tra corpi che si rifiutano e menti che si attraggono… scopano e si dimenano…. come mai hanno fatto.

TI amo così… così come posso amarti… come qualcosa più grande di me… che non è stata creata per me… né per essere mia.

Ti amo quando chiudi gli occhi e dormi… e mi faccio spazio nei tuoi incubi… e nei tuoi sogni…  che non ricordi e non ti spieghi. Ti amo dentro quei desideri di cui non parli e ti accarezzo quando non mi senti… quando non ci sono… quando non ci sei… e continuo ad amarti così come sei.

Vorrei non amarti così come ti amo… per stare con te ogni attimo… soprattutto al buio… la notte… quando chiudi gli occhi… così da potermi infilare in tutti i tuoi sogni… ed essere il tuo incubo… la tua tortura… il tuo piacere… la tua sventura… il tuo peccato. Prova anche solo per un attimo a immaginare se le mie mani maledette scivolassero sulle tue spalle… tra le tue gambe… lungo il tuo corpo… ti toglierei il respiro… fino a scavarti dentro.

Ecco perché la ragione scompare quando ti penso… quando ti sento… per la forza devastatrice di sentimenti che sovrastano… che possiedono… senza poterli in alcun modo contenere.

Tu raccontami la più tragica delle bugie… dimmi che anche se mi sembra di morire… non sto cadendo… anche se ho le mani insanguinate e la pelle bruciata dal desiderio… dimmi che sono vivo… che vivo in qualche modo in te… e anche se non riesco più a volare… bendami gli occhi con le tue labbra… promettimi che ti vedrò ancora in un’altra vita… che ci sarai tu ad accogliermi… in un bel prato fiorito… quando questa esistenza sarà finita… e che non sentirò dolore… ma solo il tuo profumo… tu dimmelo… racconta anche tu questa bugia… come te la racconto io… ed io ti crederò… perché se la raccontiamo in due diventa verità.

8 pensieri riguardo “Raccontami una bugia

  1. Leggo tanto, moltissimo e ultimamente ho avuto difficoltà nel restare colpita; difficoltà nel proiettare pezzi di me per paura che quello che avrebbe dovuto essere un contenitore della mia essenza, mi rispedisse indietro con estrema violenza e volgarità le mie piccole parti.
    Grazie.

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  2. concordo.. ho -infatti- imparato ad apprezzare l’imperfezione (la mia in primis) e quella di quanto mi vive intorno.. comprendendo quanto sia essenziale e vitale; quanto in più possa dirci di noi.

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    1. Concordo pienamente anche io… l’imperfezione ci fa avanzare… trasformandoci in esseri consapevoli… consapevoli delle proprie forze e delle proprie fragilità… e attraverso questa consapevolezza ci svela la bellezza del vivere e ci insegna ad amare

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  3. Sono d’accordo caro Giacomo. Grazie per lo scambio di battute. Per il lavoro che faccio, sono una grande amante delle parole che siano piene o vuote.. che poi.. anche lì.. bisognerebbe comprendere se e quando una parola sia o meno, vuota.. ma questa, è un’altra storia. Buona serata.

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    1. Se vuote o piene dipende da dove vengono estratte e da quale profondità… Per distinguerle bisogna essere predisposti ad ascoltare il ritmo che scandiscono e le emozioni che esse evocano. Grazie soprattutto a te per le preziose riflessioni… Felice proseguimento di serata

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