Vivo nelle tue radici

Tutto accade quando tendi lo sguardo e le mani verso di me.

Adoro il tuo sguardo… e amo le mani.

Amo le tue mani… come tu ami le mie… perché le mani non hanno bocca per mentire o per illudere. Le mani sono così come sono… sincere… mosse e articolate dal desiderio di acchiapparsi… di stringersi e di aderire… per questo non mentono mai quando toccano. Le mani accarezzano… sfiorano… scoprono… si intrecciano e scavano dentro.

È leggero… lieve… sottile… lo scorrere delle dita… mentre gli occhi si chiudono.

Tutto ha inizio lentamente… tra labbra umide e la bonaccia di sospiri sempre più profondi… nella quiete di sguardi che si cercano… che si intrecciano e si parlano con un silenzio mistico… sacro… per poi infiammarsi improvvisamente e traboccare… trascendere… fino al profondo degli inferi.

Il fuoco divampa… il ventre brucia e la mente si offusca. Lo spazio si fa irreale… il tempo perde il suo dominio… il suo potere.

È l’equazione esatta… l’equivalente di cielo e terra… di acqua e fuoco… che si incontrano… si incastrano… si annullano… per fondersi in un solo unico elemento.

Sono certo che se tu non fossi divinamente donna… in quei momenti saresti me… come io mi sento te.

Sei il perdono che libera… proprio quando tieni in pugno i cieli e gli abissi insieme per offrili a me.

Con la magia di una fata e il divino potere di una dea… accogli con magnifica esultanza il seme della mia esistenza… nell’esatto istante in cui dal tuo ventre io estraggo il tuo… e lo cospargo… tra labbra e dita… scardinando le fantasie più oscene e perverse… mentre tu vittoriosa catturi i miei occhi che non sfuggono al piacere di entrare in comunione con la terra.

Nessun attimo di vita è più nutriente… e non esiste piacere più delicato e feroce di quello che provo… ancora adesso… fino a tremare.

Il tuo tempo è il mio tempo… i miei pensieri i tuoi pensieri… che alle volte sembrano allontanarci… e non bastare mai.

Ci piegheremo al fato… ci spezzeremo ancora per volontà di un destino benedetto e maledetto… e ci saneremo ancora… con un nuovo dolore e con nuova passione.

Ma la meraviglia delle meraviglie è cercarsi… ritrovarsi… essere visti… tornare alla luce… e prendersi ancora.

È con questo intento che vengo cercarti… a stanarti… ogni notte più delle altre notti. Sei il mio sogno che non è più solo sogno.

Mi apparirai ancora preda di fremiti leggeri come ali di farfalla… e io ti avvolgerò nelle mie braccia… non per costringerti… ma per strapparti dal vuoto che ti tormenta… dall’oblio doloroso e incerto del tempo che inesorabile divora ogni desiderio.

Ti avvolgerò nelle le mie braccia per accoglierti e contenerti… sostenerti e liberarti… lasciando che si compiano tutte quelle cose che segretamente hai sempre covato e sognato di vivere.

Non importa se con me o senza di me… perché io sarò sempre a un respiro da te… sospeso nel vento… a caccia ancora della tua nuvola… della tua stella… del tuo orgasmo.

E quando sarò stanco… fatti albero e coprimi con le foglie del tuo autunno. Apri lentamente le gambe come rami e lascia che io assapori e riposi per sempre nelle tue radici.

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