La donna selvaggia

Se vuoi una donna cercala selvaggia… non perdere tempo con le altre… con una di quelle a cui va bene tutto. Cercane una che ti faccia ammattire… che te le faccia sudare e guadagnare le cose… che ti porti rispetto e che ti sappia tener testa. Cercane una che non ha paura a lanciarsi nel fango… una che gli piace toccare… che tocca tutte le cose e che soprattutto le annusa.

Cercane una che ti faccia disperare e che si faccia desiderare. Una che ti migliori… che ti completi e che quando gli metti la mano nel culo ti tira una sberla… anche se essere toccata gli piace da morire.

Cercane una così… una che non cede mai… ma per la quale saresti disposto a tutto.

Una donna selvaggia quando la trovi la riconosci subito perché si trasforma nella tua perdizione. Lei si ferma a guardare il cielo… la luna… le stelle… e davanti ad una farfalla. Va in giro per il mondo a piedi… canta forte… e abbraccia forte. È il tuo male felice e non ti basterà mai. Soffrirai una fame eterna di lei.

Serve molta cautela per avvicinarsi ad una donna selvaggia. È oscenamente folle ed incapace di farsi sorprendere dalla noia.

Una donna selvaggia non la puoi addomesticare. Le sembianze umane sono solo un travestimento. Lei non vive in branco… né in un recinto… te lo fa credere… si mimetizza soltanto. È una bestia ribelle che non si perde dietro inutili parole… non prova nemmeno a compiacere chi non lo merita… ne pronuncia mai un sì quando deve urlare no.

Appartiene ad una specie rara… cammina come se non fosse di questo mondo… come se avesse dimenticato qualcosa e avesse sempre bisogno di qualcosa… di correre… di cacciare… di sfamarsi… di evadere… di andare oltre… oltre l’immaginabile.

È forte… ma vulnerabile. Sono le cose artificiali a farle male… le cose finte e vuote la possono confondere.

Ha fascino e carisma da rimanerci secchi. La sua preda non sarà mai un essere indifeso… ma un uomo capace di fare il “cattivo” solo con lei. Si capisce quando lo guarda… come lo guarda… quando sorride… quando non dice nulla… resta in silenzio… senza parole.

Io la conosco la donna selvaggia… la conosco bene perché ho incontrato te. Ecco perché mi fermo e ti guardo… ti osservo e mi abbandono a questo seducente scenario… quasi ossessivo… e viaggio. Viaggio in tutti quei gesti inconsulti… in quelle tue strane movenze selvagge… in quei tuoi modi da matta di darmi le spalle e di farmi girare le palle.

Una donna selvaggia non è solo carne e sesso… tanto meno possesso… amarla significa pensare… sognare… avere visioni… senza smettere mai.

Veniamo al mondo… e andiamo via dal mondo… come figli di storie intrecciate da una donna selvaggia. Lei è madre… è donna… è alimento… è nutrizione. Stiamo al mondo come arcipelaghi di identità… esseri mancanti e desideranti. Siamo fatti di sguardi ricevuti e di quelli negati. Di parole dette e di quelle ascoltate. Di corpo e pensiero… passioni e bisogni. La donna selvaggia vive questi conflitti in un equilibrio precario generando armonia… entra in collisione con anime che… vagando libere… finiscono per scontrarsi e incontrarsi con lei… in un senso unico assurdo… dove tutto appare reale e irreale. È come se lei si fosse allontanata dal paradiso e avesse un’isola sulla terra… uno spazio di beatitudine eterna… da abitare e da dove… chi lo attraversa e lo conosce non vuole più fuggire.

Ecco perché non posso stare lontano da te… perché vivo di te e abito in te… perché tu sei la mia donna selvaggia.

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