Eterno legame

La terra ci genera e noi la abitiamo… la viviamo. Costruiamo la storia… delimitiamo la geografia… studiamo e apprendiamo le evoluzioni e le involuzioni… mentre lei ci trasforma.

Una relazione mistica ci lega alla terra… avvolta nel mistero della maternità e dei suoi enigmi irrisolti e incompresi.

Veniamo al mondo non una volta… ma miliardi di volte… in ogni istante in cui un altro essere ci chiama per nome… ci tira via dallo sfondo… da un angolo… ci sorride… e ci ricorda che siamo simili… generati per sperimentare la bellezza dell’incontro.

Siamo noi… ma siamo anche tutto ciò che esprimiamo in quel confine di contatto… tra noi e ciascuna diversità… anche quella che ci abita.

Siamo creature fatte di anima e corpo… fatte per unirci ad altre creature… per costruire forme sociali di vita. Siamo umani… siamo sensibili… e siamo armati dal coraggio di amare. Nasciamo gruppo… individualità contenenti molteplicità… capaci di pensarle… di armonizzarle… e di cacciarle fuori il nostro emisfero. Possediamo… nella genetica… nell’anatomia… nella biologia… la predisposizione alla relazione… e alla connessione… ma siamo anche fragili… insicuri… scivoliamo e ci rifugiamo continuamente nel nostro ego… in quella dimensione al “singolare” nella quale i poteri di cui siamo dotati si frantumano come cristalli.

E’ così che da corpi in relazione… ci trasformiamo in individui “congelati” nel contatto… irrigiditi dalla incapacità di sostenere uno sguardo… o di contenere un’emozione.
In questo processo involutivo… in questo insistente mutamento… vedo me vivere da “non uomo”… isolato e assediato da questo latente “ego-sistema”… dove allungare la mano è un gesto invalidante non un preliminare seducente… preludio di un incontro tutto da vivere.

Da questa devastazione della specie mi salva il bisogno di abbracciare… di percepire emozioni e di procreare sentimenti… come zattere di salvataggio nell’oceano del “pensiero debole” che avanza e si espande. Mi salva affermare un’identità flessibile e nomade… polifonica e vasta… capace di incarnare potenzialità quasi infinite… e di accrescersi e sperimentarsi… ancora.

Ma soprattutto mi salvi tu. Da te ho imparato che esistono ancora creature che non smetteranno mai di incontrarsi… di abbracciarsi e di piacersi… anche senza allungare le mani… anche senza viversi accanto.

Sono esseri rari… mine vaganti… vulcani che sembrano spenti… e che poi esplodono senza preavviso.

Creature destinate a pensarsi e viversi in eterno… anche senza congiungersi mai.

La terra li unisce… intrecciando le loro anime con radici profonde… antiche ed invisibili. La terra li protegge e li alimenta con la sua ancestrale energia… li offre al cielo come stelle per brillare e fare luce nella oscurità dell’universo.

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