L'estasi del discernimento

Quando la luce si dissolve e il buio sopravanza… quando le parole mancano… e la voce si spegne… il silenzio come sangue penetra lentamente… nelle viscere e nelle vene.

Ci abbandoniamo al vuoto… ai ricordi passati e alla fantasia dei giorni che verranno… fluttuando il quel pezzo di cielo che abbiamo ritagliato nell’anima… e che il mondo non vede.

Pezzi di vita si abbattono… si accatastano… agili si muovono tra passioni e desideri… saltano fuori e fanno capriole… tra mille pensieri.

Gli occhi si nutrono di ombre… che danzano… e scompaiono nel nulla.

Le mani si allungano nel vuoto… lasciando tracce e graffi sulla pelle.

Mentre ci abbandoniamo alla follia della ragione… che ci altera e ci confonde… cediamo gementi al buon senso… per non farci bruciare da questo tempo che tenta di imprigionare ogni parte di noi… anche le nostre menti.

Non abbiamo scampo.

Il tempo ci prende… ci sbatte… e non ci regala mai un orgasmo.

Anzi non fa altro che portarci via tutto… lasciando vampate di disperazione e desiderio.

Ci appare complicato distinguere quale possa essere il momento giusto… e se ci sarà mai… forse perché nonostante gli ideali… i sogni… e gli stessi desideri… le cose giuste e quelle meno giuste… malgrado tutto questo… e malgrado noi… alla fine è il tempo a scegliere di fare e disfare tutto al posto nostro.

Ma noi possiamo fare di più! Possiamo andare aldilà… al di sopra del tempo… e di questo tempo… cavalcandolo. Sì cavalcandolo!  

Esattamente come io voglio cavalcare te e tu vuoi cavalcare me… sapendo quanto può essere sublime desiderare questo movimento. Le nostre menti sono allenate… possiamo cavalcare ed essere cavalcati… fino a cavalcare il tempo.

E’ così che ci possiamo opporre a questa frustrazione… a questa condanna… a questo atroce tormento… spalancando le gambe… lasciando vibrare la mente di piaceri inconfessabili… affinché l’altra parte di noi… annientata dalla furia dei sensi… gridi vittoria.

È questa l’estasi del discernimento.

Questo silenzio senza tempo alterna suoni arcani a gemiti di piacere. Ci fa viaggiare negli angoli più oscuri… quelli in quarantena.

Io ti vedo… ti sento… mi infilo in quel buco dove tieni nascosti… come due amanti… dolore e piacere… paura e desiderio.

È lì che mi muovo… in quel tuo mare agitato… in quello spazio ristretto… che per quanto angusto… mi fa vivere meglio che in qualunque altra parte dell’universo.

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