Distacco o contatto?

Continuo a vivere giornate strane… piene o vuote di tanti momenti diversi… di tante sensazioni e stati d’animo diversi. Alle volte provo a non farci caso… ma continuano ad arrivare segnali forti e chiari. Forse il nocciolo del crescere sta proprio in queste percezioni… nelle emozioni mischiate… complesse… e nell’imparare a riconoscerle.

Non so ancora distinguere se quello che avviene in me sia dovuto a questo tempo… se sia a causa della lenta maturazione… o se accade ormai per l’inesorabile processo di invecchiamento.

Avere voglia di gioire e non averne… avere mille e mille motivi per dire GRAZIE… e insieme avere smanie… dolori… e bisogni di isolamento.

Momenti in cui ho voglia di fare casino e di vedere un sacco di gente… altri in cui mi godo questo silenzio… in un angolo in disparte… senza fare rumore… un luogo dentro in cui fare i bilanci… dove non sempre è tutto buono ciò che ne viene fuori.

Negli ultimi tempi si sono fatte forti certe mancanze… certi distacchi… e ancor più forti certi dubbi e certe domande. Credo di aver fatto dei passi avanti in questa ricerca… oppure indietro… non saprei. In qualche modo… sono stato in movimento… mi sono mosso… a modo mio.

Questo vagare nella mente mi ha reso ancora più insopportabile… sicuramente meno paziente… non perché sia diventato arrogante… almeno non credo… semplicemente perché sono arrivato a un punto in cui non mi piace più perdere tempo… con tutte quelle persone… quelle circostanze… quelle vicende… che provocano dispiacere… e che… anche senza volerlo… feriscono o provocano dolore.

Non ho più pazienza per le frivolezze… per le frasi fatte… che mascherano atti di inconsapevole cinismo… non ho più pazienza per le critiche stucchevoli… eccessive… per i surrogati di richieste di qualsiasi natura.

Credo di aver definitivamente smarrito la voglia di compiacere… di essermi stancato di amare chi non ama… di sorridere a chi non sorride. Forse durerà un’ora… un giorno… un mese… un anno… o forse… d’ora in avanti… sarà per sempre così.

Sarà questo il cambiamento?

In ogni caso… non penso di dedicare un minuto di più a chi non ha voglia di stare con me… a chi finge… a chi mente… a chi dimostra di non avere un carattere… bello o brutto che sia… a chi ha sempre un secondo fine… a chi finge di esserci e poi ti molla proprio quando è il momento di fare rumore con la propria presenza.

Ho capito che è più salutare la solitudine della presunzione… della ipocrisia… della disonestà intellettuale… delle lodi prive di sentimento.

Non posso più tollerare persone rigide… selettive… inflessibili. Non sopporto la prepotenza… non mi adeguo più ai pettegolezzi… detesto i conflitti inutili. Mi annoiano… così come mi annoiano le sparate… i sensazionalismi.

Io appartengo al vento… alla pioggia. Sono afa… quel caldo torrido che toglie il respiro. Ho il sapore dei momenti attesi… che si rivoltano contro… che abbattano… come colpi di scure. Sono fatto di rinunce… di desideri soppressi… di indolenza latente.

Non basto mai… e soprattutto non sono mai abbastanza… sono il premio che non consola e la punizione che non si scorda… sono guerra interiore e pace esteriore… sono deserto e tempesta perfetta.

Non ho mai tollerato l’esistenza dei confini… delle frontiere… non sopporto nemmeno le pareti. Alimentano il senso di divisione… di ostruzione…. di distacco. I muri mi piacciono solo perché ci puoi sbattere contro e appendere i momenti più belli.

Ringrazio la vita che mi ha insegnato a starci dentro questi momenti… a convivere con me stesso… con le mie passioni e le mie frustrazioni… senza rimozioni e né maschere.
Ringrazio la tribolazione di questi giorni… che genera intuizioni… soluzioni… speranza… sogni… emozioni… esperienze diverse.

Ringrazio chi ha la pazienza di starmi ancora vicino… anche quando non sono in forma. Ringrazio chi confida ancora nel fatto che un volto stanco… o malinconico… possa lasciare spazio ad occhi brillanti e gesti energici… e ti resta accanto… anche se gli occhi continuano ad essere tristi e i gesti fragili.

E tu lo sai… tu lo senti.

Come ti sento io… anche senza parole… e ripeto a me stesso: sia benedetto quel tempo nel quale hai esteso lo sguardo all’infinito… cogliendo l’attimo propizio… per allungare le mani nella mia vita… lasciando che le mie si allungassero fino alla tua. Anche solo per sfiorarti… anche senza fare centro.

Ed è così… solo così… che quando perdo me trovo TE.

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