Quando ti vedo

Mi muovo sui palpiti del tempo ad un ritmo lento. Mi accorgo di non saper più distinguere la tristezza dalla malinconia. Forse si sono fatte una… si sono unite quando distratto ho volto lo sguardo altrove… verso il buio… o verso quell’orizzonte finito che pur sporgendosi non riesce ad andare oltre.

Le stagioni tornano… come i ricordi… come quelle emozioni che si ripetono… anche se alle volte non ce la fai a sopportarle.

Ma oggi lieve è il supplizio… tiepida è l’aria… mi sento scuotere da un segnale interno che emerge.

Mi è bastata l’attesa… mi è bastato sollevare appena la testa per farmi bucare dai tuoi occhi… come se non li avessi mai visti. Occhi capaci di scavarmi dentro… sempre… di prendermi l’anima e farne coriandoli.

Ho troppa voglia di parlare di te… di raccontare il rumore che mi fai dentro. Ho troppo bisogno di spiegare quanto irresistibile sia il desiderio di sentirti… di tracciare le tue linee… la tua sagoma… le tue curve… ogni lembo della tua carne. Ho troppa voglia di scavare e scovare i tuoi angoli più nascosti per rendere giustizia alle tue forme… alla tua esistenza… alla tua presenza.

Voglio dipingere ogni tratto della tua pelle… percorrerne le superfici con le dita come fossero pennelli… senza imboccare scorciatoie. Voglio fare tutta la strada che porta a te. Le salite… i sentieri sterrati… le discese veloci. Voglio camminarti dentro… inciampando sui tuoi sassi e cadere dentro le tue buche. È questa la vera arte del piacere: tu che apparentemente non mi assecondi mentre mi ribalti la vita… i sogni… le idee… i desideri. E io che ti percorro… che ti percuoto… che e accarezzo la tua mente. È questa forma così speciale di amare… unica e inconsueta… a farmi vivere.

Sei la protagonista di tutto il campionario dei miei pensieri… sporchi e puliti. Godo della tua presenza. Sei una creatura tremendamente affascinante… insaziabile… irrequieta… mai in pace con sé stessa… piena zeppa di stranezze. Ti capita di pensare con acuta saggezza e di agire con estrema follia. Vivi tra una favola e l’abisso… fra le nubi e il sole… semplicemente altrove… in uno spicchio d’infinito.

Adesso che non ci sei mi metto in piedi in un angolo… fisso lo spazio… la parete come fosse un altare… e mi convinco che da qualche parte… ovunque ti trovi… anche tu stai ritagliando uno spazio… e fissi una parete. Un uomo solo che guarda un muro è un’anima sola… ma due anime che guardano il muro… e sognano aldilà del muro… progettano la loro evasione.

Il mondo non saprà mai con quanta follia… con quanta innocenza abbiamo reso vivace il nostro tempo. Siamo corpi che si sono respinti… siamo anime che si sono sfiorate e che si sono infilzate… che si sono trovate nel buio e insieme si sono fatte luce.

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