La folle ricerca

Un vero sognatore non si arrende mai… anche quando è sul punto di arrendersi trova il coraggio per reinventarsi… e vincere… sognando ancora.

È ancora leggero lo scorrere del tempo… insopportabile alle volte… ma leggero.

Tutto si muove ancora lentamente… nella bonaccia di sospiri profondi… nella quiete di sguardi e di menti che si cercano… si intrecciano… si parlano e si insultano in religioso silenzio… per poi prendere fuoco improvvisamente… fino a divampare… traboccare… trascendere nel profondo degli inferi.

È lì che ti dimeni… ti agiti… e fai di tutto per liberarti… esasperata da un pensiero che si spezza in mille pensieri… e in mille altri ancora… tanto che non li riesci più a ordinare… a decifrare… a contenere.

E ti strapperesti persino la pelle… e le vene… se servisse a fermare il flusso del sangue che bolle…  che alimenta tentazioni alle quali non hai intenzione di cedere.

Sangue che si espande… bruciando corpo e mente… senza pietà… senza tregua. 

Sono tempi in cui anche il ventre va in fiamme… i pensieri si offuscano… lo spazio si fa irreale… la logica perde il suo dominio… si spoglia del suo potere.

E mentre tu fuggi da me… misurando la distanza che ci separa… calcolando e sottraendo illusioni… io cerco un angolo… un piccolissimo fottuto angolo buio… in cui poter urlare… ma non lo trovo… e finisco per soffocare in quelle stesse parole che sanno darmi la vita… ma che a tratti diventano lame affilate e taglienti.

E non c’è nulla che io possa fare… se non ferirmi con le parole stesse… con quelle poche parole che ancora ti sono oscure.

Resto lì… apparentemente immobile… semplicemente a osservare… avvolto in una calma agghiacciante… consapevole che la solitudine porta a forme straordinarie di libertà.

È nella solitudine… nel suo spazio senza confini che comprendo meglio il senso di ciò che accade… è in questo stato… apparentemente vegetativo e degenerativo… che apprezzo il valore dello stare insieme… il dono di quella insistente presenza che assume le tue forme… i tuoi contorni… mentre come un’aquila disegno cerchi perfetti in un cielo immaginario… dentro le parentesi di un tempo chiamato “sogno”… tracciando traiettorie impossibili… che finiscono sempre dentro quel mucchio di carne e ossa… che danno forma al tuo corpo… e riparo alla tua anima.

È in questa folle ricerca… che ritrovo il piacere intenso della tua presenza… anche quando non ci sei… anche quando i venti cambiano direzione… io non smetto… non smetto di specchiarmi in questo pensiero… in questo desiderio… affondando lo sguardo… lì dove vorrebbero affondare le mani… così da placarmi per sempre.

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