Quello che non si può spiegare

Anche io… come te… sono una persona danneggiata… appartengo alla specie più pericolosa. È l’istinto di sopravvivenza che mi ha reso tale. Non sopporto la pietà… sono fatto così male che la costanza mi annoia… ma so fingere bene… per questo nessuno lo nota.

Non riesco a stare in equilibrio… odio le abitudini… mi stancano… prosciugano la mia energia.

Io sono per le emozioni… quelle forti… dove ti butti… come da un precipizio e ne esci diverso. Sono stato forgiato per le notti insonni… quelle che annullano distanze… fatte di ricordi… di sguardi… di parole.

Adoro la strada… non quella diritta… quella fatta di curve pericolose. Amo i vicoli… spesso mi ficco in quelli più bui… in quelli senza via d’uscita.

Mi piace vivere come se la vita fosse tutta racchiusa in una manciata di ore. Ho sempre avuto ammirazione per le persone che hanno vissuto… e che vivono… nell’anonimato una vita umile e straordinaria. Se potessi scegliere cambierei solo per essere come loro.

Ma poi ci sono giorni in cui la nebbia si fa più fitta… giorni indecifrabili…  oscuri…  che mi costringono a rallentare il ritmo.

Sono abituato a fare tante cose… quasi sempre di fretta… con la tua medesima fretta. Poi ad un tratto la nebbia mi avvolge… e mi sento perso e disperso… sommerso dalla paura di non farcela.

Eppure ce la faccio… ce la faccio ancora… e mi accorgo che sono più forte quando sono debole. Non so come… ma vado avanti lo stesso… magari più lentamente… più attento e più accorto. Ed è questo il miracolo.

Mi stanco… tutti ci stanchiamo… è vero.

Spesso la sera arriviamo a pezzi… e il nostro bisogno… il nostro desiderio… non è solo quello di riposarci… ma anche di rimettere a posto i pezzi… il nostro disordine.

Ci stanchiamo per le lotte… per le gomitate che dobbiamo dare alla vita… pur di rimanere in piedi.

Ci stanchiamo perché dobbiamo dare delle spiegazioni… soprattutto a noi stessi… e tirare fuori un sacco di scuse… di parole… tante parole… troppe parole.

Ci stanchiamo perché non siamo capiti… non vengono capiti i nostri silenzi… perché tutto è veloce… tutto ha bisogno di essere spiegato in qualche modo… da qualche cosa… da qualcuno.

Io invece questa sera ho rallentato… parlo sottovoce con me stesso… senza pretendere di spiegare troppo.

Mi sento il cervello scoppiare… come se tutto fosse sul punto di esplodere… da un momento all’altro. Mi sento afflitto dal bisogno… dall’urgenza di spalancare la bocca… di respirare voracemente quanta più aria possibile.

Più tento di allontanarmi da me stesso… più mi accorgo di avere lo sguardo inchiodato all’anima… come se volessi crocifiggerla… senza essere del tutto consapevole che è proprio quello che sto già facendo.

Sempre più spesso ho bisogno di resistere… di tenere duro… di non piegarmi sotto il peso dei pensieri… dei desideri… delle scelte e delle rinunce.

Ho sempre più bisogno di una meraviglia… di questo amore… maledetto e benedetto… che mi fa andare oltre le distruzioni… le indecisioni… i ripensamenti… i tentennamenti… senza mai farmi perdere il gusto di provarci ancora.

Vivo ancora di emozioni… di follie… di sorrisi… di lacrime… di passioni. Vivo di incontri e di pensieri. Di parole pensate… pronunciate… taciute… scritte… ascoltate… che scavano solchi nella carne e sanano ferite in fondo all’anima.

Vivo di rumori nel cervello… di silenzi dello spirito. Vivo di sogni… forse irraggiungibili. Comunque vivo e non ho paura di vivere…  tanto meno di morire. Ho paura di non essere… di non vivere.

E non mi arrendo… anche quando improvvisamente le giornate sono più buie e la nebbia si fa più fitta. Proprio in quei momenti ho solo bisogno di inventare nuove strade… altre strade… di estrarre tanto succo dal mio vivere per ubriacarmi quando comincio a pensare di mandare all’aria la mia esistenza.

Ho imparato che nella vita si sta in piedi da soli… in fondo servono solo due gambe… anche se alle volte si piegano… si stancano… e non ti bastano.

Capita che hai bisogno di sorreggerti… di appoggiarti… per non cadere… e la vita ti viene incontro… perché non a caso… è proprio tra i piedi che ti capita la persona giusta… come sei capitata tu. L’ho capito perché anche tra la nebbia ti sento ancora tra le gambe… nelle ossa… raddrizzarti in ogni muscolo. Ti sento quando… senza accorgermene… mi libero di tutto il peso che non mi faceva stare eretto… mostrando solo a te il fango che porto dentro… solo perché sei l’unica capace di sguazzarci… di giocarci… di saltarci sopra. Ed è da quando ho cominciato a divertirmi con te… ridendo e rotolando in questo mio lerciume… che finalmente ho compreso il perché a tutti gli altri lo avevo tenuto nascosto.

Ora ascoltami… semmai la mia luce dovesse spegnersi… per qualche attimo… oppure per sempre… tu non permettere a nessuno di spegnere la tua… di toglierti la gioia e di pentirti…  per aver percorso un bel pezzo di strada… della nostra vita… insieme… mano nella mano… anima nell’anima. Ma soprattutto non permettere a nessuno di rubarti il sorriso… quello speciale e magico che hai sempre regalato a me.

Ecco… non permettere nemmeno a me di rubartelo… di renderti triste… di appesantire il tuo spirito e la tua mente… con le mie mancanze… le mie follie… le mie nevrosi.

Lotta sempre per i tuoi momenti felici… difendi e custodisci la felicità di chi ami… solo così io sarò con te… sempre. Anche se la vita dovesse privarti della mia presenza… sacrificando all’altare del destino i nostri sogni… io verrò a cercarti… attraverso mille mondi… e mille vite… pur di stare ancora con te.

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